esposizioni

MELTING ART
una mostra collettiva a cura di Ivo Balderi
04-12-2025 - 17-01-2026

Melting Art
una mostra collettiva a cura di Ivo Balderi
espongono: Iginio Balderi – Lucio del Pezzo – Peter Royen – Michele Ferrari – ROX –Dario Jucker – Jojò – Franco Tommasi – Bart Herreman – Ernestine Koelman – Ernst Hesse – Ivo Balderi

Inaugurazione giovedì 4 dicembre 2025 ore 18.00

Dal 5 dicembre 2025 al 21 dicembre 2025 - dal giovedì e venerdì 17.00/20.00
e dal 7 gennaio 2026 al 17 gennaio 2026 – su appuntamento
altri giorni su appuntamento: archivio@iginiobalderi.org

Atelier Balderi
Archivio Iginio Balderi, via Ausonio 20 – Milano
archivio@iginiobalderi.org
​@archivioiginiobalderi

Dal 5 dicembre 2025 presso lo spazio espositivo Atelier Balderi dell' Archivio Iginio Balderi di Milano si apre al pubblico la mostra collettiva Melting Art, espongono: Iginio Balderi – Lucio del Pezzo – Peter Royen – Michele Ferrari – ROX – Dario Jucker – Jojò – Franco Tommasi - Bart Herreman – Ernestine Koelman – Ernst Hesse – Ivo Balderi.
L'Atelier Balderi dell'Archivio Iginio Balderi ospita questa mostra collettiva nell'intento di creare un dialogo tra le produzioni artistiche di artisti diverse generazioni ed esperienza.

 

Iginio Balderi

Iginio Balderi "Città" - 1983 - bronzo - cm 35x35x h.40

 

Iginio Balderi (1934-2005) Frequenta l’Accademia di Brera a Milano, dove è allievo di Marino Marini dal 1956 al 1959. Dopo un’esperienza parigina e un soggiorno ad Amsterdam, dove studia e lavora, torna a Milano e qui inizia la sua ricerca formale sull’archetipo della “colonna”, che darà vita a tutto il suo variegato percorso artistico.
“...Le sculture di Iginio Balderi sembrano in un primo momento alquanto semplici per il loro puro estetismo, per la loro immagine stilizzata. Ma più le si osservano, più diventano inafferrabili ed affascinanti. Si desidererebbe toccare questi bronzi per, oltre che con gli occhi, provare anche con il tatto la purezza delle loro forme rotonde ed al tempo stesso la segreta dinamica che innalza la materia. ...” Colette Noel – 2006
"Ogni scultura è per me un simbolo misterioso della vita, un segno e una rappresentazione dell’esistenza umana sul nostro pianeta." Iginio Balderi

 

Lucio del Pezzo


Lucio del Pezzo

Lucio del Pezzo (1933-2020) Nato a Napoli, dove, dopo aver completato gli anni dell'accademia, fondò insieme ad altri il gruppo Napoli '58, impostato sul neosurrealismo e neodadaismo. Le sue opere di quel periodo consistono in collage realizzati con rifiuti trovati per strada o con frammenti di stampe o immagini popolari. In seguito lavorò a Milano e Parig e il suo lavoro divenne più essenziale cercando di toccare la natura mistica della vita quotidiana attraverso il colore e il simbolismo.
La musica lo ispira.
Nel 1966 partecipò alla Biennale di Venezia. Ha esposto a Parigi, Milano, Napoli, New York, Darmstadt e altrove.

 

Peter Royen


Peter Royen

Peter Royen (1923 – 2013) Nato ad Amsterdam, ha vissuto e lavorato a Düsseldorf. Partecipò al Gruppe 53 a Dusseldorf con altri giovani artisti per migliorare le possibilità espositive nella Germania del dopoguerra.
I suoi dipinti sono realizzati in rilievo, utilizzando acrilico, cera d'api e resina. I “campi”,come li chiama lui, o "quadranti" sono spesso di un caratteristico bianco, con campi neri o croci, o loro derivati, che contrastano con i precedenti.
Ha completato diverse commissioni e ricevuto premi, tra cui quelli di Villa Massimo a Roma. Ha esposto ad Amsterdam, Düsseldorf, Bruxelles, Amersfoort, Treviri, Ludwigshafen, Ginevra, Basilea, Curaçao, San Paolo, Anversa, Lussemburgo, Egmond, Vevier e altrove.

 

Michele Ferrari

Michele Ferrari "Paesaggio" - 2025 - cm36x40

Michele Ferrari (1964) “A partire dagli anni ’80, Ferrari inizia la carriera di grafico, che si articola in variegati settori quali il design, la moda e l’editoria. Per decenni, il digitale rappresenta l’orizzonte espressivo principale della sua produzione, fino a quando un desiderio prepotente di ritorno alla manualità e all’essenza tangibile della materia lo spinge a intraprendere un nuovo capitolo della sua vita artistica. […] Il fulcro della ricerca di Michele Ferrari risiede nell’impiego di materiali di recupero. Tavole di legno, vecchie sedie, lampade ricoperte di stoffe, jeans usati, bottoni, intimo in pizzo, vecchie lenzuola rinvenute nei vecchi armadi dei genitori, girasoli secchi, diventano elementi cardine di un processo artistico che trasforma lo scarto in opera d’arte.” Francesco Caputo, 2025
Ha esposto a MIlano, Genova, Lucca, Cannes, Egmond, Hoorn

 

ROX

ROX  - "L'intruso" - 2025 - cm40x40 - tecnica mista su tela

ROX artista contemporanea. I suoi lavori sono quadri e lavori su carta realizzati con tecniche miste in arte astratta.
Nasce a Milano nel 1962 e si chiama Cristina Bertassello. completa i suoi studi di lingue a Londra e Parigi dove ha modo di scoprire la sua passione per l’arte.
Nel 2024 prende in mano i pennelli e comincia a dipingere. Totalmente autodidatta, crea i suoi lavori sperimentando diverse tecniche. La sperimentazione la porta a creare opere che, involontariamente o forse perché nascosti nella sua memoria, a volte richiamano o ricordano altri artisti famosi, in altri emergono figure o immagini che non sono frutto di un progetto, bensì della dinamica che si crea spontaneamente con la tela o con la carta dell’acquerello ed il risultato non è mai scontato o predeterminato.
Le sue prime mostre collettive nel 2025 sono state a Egmond an See In Olanda alla Galleria Conny Van Kasteel esponendo i suoi lavori con il fotografo Ivo Balderi; a Pietrasanta alla Galleria Open One con artisti quali Iginio Balderi, Skim, Michele Ferrari, Bart Herreman, Nicola Maggi, Ivo Balderi, Erik Oldenhof. Ha esposto due opere al Lucca Art Festival ad ottobre 2025.Qualcuno di un suo quadro ha detto: “questo pezzo esemplifica un’avvincente miscela di tecniche miste su tela, invitando gli spettatori a un’esplorazione materica e stratificata di forma ed emozione. Le sue modeste dimensioni smentiscono la profondità e la complessità che si racchiudono, rendendola un’aggiunta versatile a qualsiasi collezione d’arte contemporanea. L’uso di tecniche miste crea una superficie dinamica che cattura luce e ombra in modo diverso da ogni angolo, incoraggiando il coinvolgimento ripetuto. Una vera e propria testimonianza dell’espressione artistica moderna, quest’opera incarna innovazione e narrazione personale, perfetta sia per gli appassionati d’arte che per i collezionisti”.
Una certezza è che lei nei suoi quadri e disegni vede luoghi conosciuti e no, persone, emozioni, fantasie, sogni ed è per questo che dipinge.

 

Dario Jucker

Dario Jucker - “E se…” nr. 2 - 2019 - cm 30x30 -  olio e grafite su carta

Dario Jucker ha esperienza ultraventennale in diritto dell’arte e fornisce consulenza legale a collezionisti, musei, fondazioni di artisti e mercanti d’arte a livello internazionale.
Nato a Milano e formatosi in Giurisprudenza presso l’Università Statale nel 1997, affianca l’attività di legale in Diritto dell’arte a quella di artista. Ha conseguito un diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, magna cum laude, nel 2011. Attualmente vive e lavora a Lugano. Dal 2008 espone regolarmente tra Milano, Berlino e la Svizzera.
Al confine tra mondo reale e immaginazione, Dario Jucker si concentra sull’emersione di immagini istintuali esplorando varie tecniche, tra cui, incisione, disegno, pittura a olio e scultura. La sua produzione nasce dalla necessità interiore di dare libero sfogo ad una creatività innata che lo spinge alla creazione di un repertorio di forme astratte, dove il colore, essenza dell’opera, conquista per l’intensità e l’energia emanata. In realtà, dopo uno sguardo più ravvicinato, specialmente nelle sue creazioni più recenti, si individuano tra le macchie e i pigmenti cromatici figure fantastiche e ibride, umane, animali e vegetali, entità nate dalla fantasia e dal caso, a tratti spettro evocativo di esseri e oggetti mitologici o appartenenti all’oscura età di mezzo.
Fonte di ispirazione dell’artista sono la natura e la sua moltitudine di forme. Attraverso il lavoro minuto, fuori dagli schemi e misterioso, cerca di raggiungere una finitezza nell’incommensurabilità, e nei suoi piccoli pezzi di carta policromi ci si può immergere con una ritrovata candida serenità. - estratto dal teso di Viviana Vergerio Guerra-


Jojò


Jojò - "Sipario su se stessi"

Laura Giorgia Boracchi in arte Jojò
​Nasco a Merate.
Inizio a fotografare negli anni dell’Accademia di Belle Arti di Brera mentre studio scultura.
Nel corso degli anni, per le mie opere, ho utilizzato differenti materiali e tecniche di espressione, dalla scultura, agli abiti, ai gioielli.
Lavoro con un’idea continua di autoanalisi e ricerca.
Oggi, attraverso il linguaggio fotografico colgo l’irrealtà plastica della materia, concentrandomi sull’elemento che più mi interessa, il pensiero nell’ombra, negli scatti non impressiono il reale ma il nostro subconscio.
Nei neri delle mie immagini ritrovo il nostro Io che crea il mondo circostante in chiave metafisica.
Collaboro con diversi studi d’arte e fotografi; i miei lavori sono stati oggetto di differenti esposizioni; delle quali negli ultimi anni Circuiti Dinamici, Milano Photofestival, Festival Fotografico Europeo e Festival della Fotografia Etica di Lodi.
Molte delle mie fotografie risiedono nelle dimore di alcuni collezionisti.

 

Franco Tommasi


Franco Tommasi

Franco Tommasi Suo nonno era musicista, suo padre anche, Franco Tommasi ha scelto lapittura, perchè più congeniale alla sua natura immediata e schietta. Fedele lal suo nome di battesimo, Franco porta sulla tela il suo sentire immediato, senza quelle costruzioni concettuali che tanto piacciono alla critica contemporanea e senza le quali sembra non si possa più fare arte. Il colore di Franco Tommasi si concentra sul volto, sono volti dolorosi, il più delle volte, sui quali si percepisce la lotta tra la superficie e il profondo. La relazione, sarebbe meglio dire, non la lotta. L'arte, come il dolore, penetrando in noi ci permette di penetrare più addentro nella conoscenza della natura umana, invece di restare a giocherellare sulla sua superficie. Franco Tommasi ha scelto di coprire di colore il suo universo profondo, per mostrarlo. La parola colore ha una etimologia che lo collega alla radice sanscrita “kal” che significa “oscuro” e al latino “celare”, ovvero “nascondere”. Il colore svela, celando, illumina oscurando, macchia, ripulendo, il volto degli uomini. L'opera di Franco Tommasi è costituita da frammenti sparsi del suo universo intimo, che lui ci restituisce nel suo colore non lavorato, non miscelato, ma schietto, squillante, denso e sincero. Non è facile farlo.
Dobbiamo essere grati agli artisti, perchè la loro ricerca costa cara.
Vive tra Milano e Seravezza, dove si ricostituisce all'ombra delle montagne del bianco marmo.

 

Bart Herreman

Bart Herreman "Apple World" - 2025 - cm40x50


Bart Herreman nasce in Belgio dove vive fino agli anni 60, frequenta l'accademia Sint Joost di Breda in Olanda.
Si trasferisce in Italia alla fine degli anni 60 e inizia la sua carriera di fotografica: dalla moda alla fotografia di reportage, d'arredamento, architettura e still life.
Parallelamente con l'avvento della fotografia digitale continua la sua ricerca creando un mondo di fantasie e surrealismo: animali e personaggi vengono rappresentati all'interno di un mondo che di volta in volta rappresenta luoghi improbabili e momenti quotidiani.
Sono molte le sue mostre sia in Italia che all'estero tutte di grande successo.

 

Ernestine Koelman

Ernestine Koelman

Ernestine Koelman ha studiato moda alla Kampen Academy of Fine Arts (CABK), vive a Hoorn in Olanda e ha il suo studio lì.
Come illustratrice di moda, ha insegnato all'Amsterdam Fashion Institute e occasionalmente ha insegnato all'Accademia di Delhi, in India.
Non solo durante i suoi viaggi ma anche nel suo studio, realizza schizzi rapidi con i suoi pennarelli preferiti, i brush pen giapponesi, per annotare rapidamente qualcosa sui suoi sketchbook , poi li sviluppa a inchiostro.
“Dopo aver insegnato per oltre 38 anni all'Amsterdam Fashion Institute (AMFI) e aver insegnato come guest teacher presso l'accademia di moda di Delhi, ora ho tempo per concentrarmi sul mio lavoro libero.
Considero questo un viaggio interiore in totale libertà, fortemente ispirato dal mix and match di tessuti e stilisti di ogni tipo. Ammiro il contrasto di stampe ispirate all'Estremo e al Medio Oriente, ma anche il mix tra la nostra storia e i tempi moderni. (Dries van Noten, Etro, D&G) Pratico ogni tipo di tecnica in modo sensibile e manuale.
Parto da uno sfondo grigio con inchiostro grigio e inizio a lavare via tutte le parti chiare; in seguito aggiungo il colore ai miei disegni.”

 

Ernst Hesse

Ernst Hesse nato nel 1949 a Dusseldorf dove vive e ha il suo studio
Come artista, si muove tra le culture e documenta questo movimento nello spazio, dando ai suoi oggetti titoli di lavoro come “Correspondencias”, “Dialogues”, “Fossil Fragments”, “Frames for Friendship” o “Fragments of Identity”. Essi indicano il suo tema centrale: il cambiamento, il rinnovamento, lo spostamento e l'osservazione. Sia che si tratti di disegni di grande formato, le cui ambientazioni appaiono scarne e controllate e sono spesso limitate a poche linee e tratti, sia che si tratti di sculture geometriche in bronzo, che creano nuovi significati e segni da forme elementari. Le sue ultime opere digitali sono anche un'espressione di comunicazione interculturale.
 

Ivo Balderi

Ivo Balderi "Immaginario_AS_8a" -2024 - cm50x75 - 1/5

Ivo Balderi (1964) dal 1983 si distingue come fotografo di ricerca, collaborando con diverse aziende e agenzie per documentare ed esplorare diversi settori. Il suo lavoro appassionato e innovativo lo porta ad esporre le sue opere, sia individualmente che con altri artisti
Per altri artisti progetta e produce diverse mostre artistiche ogni anno, pur continuando a creare le proprie opere d'arte fotografiche.
Il suo lavoro è caratterizzato dalla sua profonda visione artistica e dal suo impegno nell'esplorare e catturare la bellezza attraverso vari mezzi fotografici, segnando la sua influenza nel mondo della fotografia contemporanea.