Iginio, caro Iginio

 

Iginio,
caro Iginio,
per più di 40 anni siamo stati amici, ci siamo conosciuti per merito di Herman Swart della “Fondazione d'Arte Olandese” ad Amsterdam, e da lì sempre insieme abbiamo fatto tante belle passeggiate, nella tua Toscana abbiamo anche camminato sulle mura di Lucca.
Tu parlavi della tua Arte, del tuo lavoro, abbiamo avuto grandi discussioni abbiamo fatto spesso delle mostre insieme, le tue sculture, i miei quadri.
Era un periodo caldo e umano. Io ti chiamavo sempre Garibaldi, da uomo grande che eri tu, con lunghi capelli e barba neri.
Abbiamo insieme allestito delle mostre a Pietrasanta e anche a Milano per la “Festa dell'Unità”, abbiamo visitato i tuoi amici in Italia. C'era smpre qualcosa da fare insieme.
Ma all'improvviso sei sparito, e hai lasciato in noi un dolore, tristezza e un gran vuoto. Ma le tue opere rimangono, e quello che tu hai fatto da una spirale o una colonna è una cosa sorprendente, nuova.
Quando ammiriamo le tue opere, vediamo te davanti a noi, e così rimani sempre con noi, per fortuna.
Tuo Peter.

Peter Royen,     Dusseldorf  08.07.2006